giovedì 16 settembre 2010

PARLIAMO DI AUTO INDULGENZA

Col termine auto indulgenza intendo fare riferimento alla capacità di guardare a noi stessi , ai nostri limiti e alle nostre debolezze con occhio benevolo e tollerante.
Un atteggiamento del genere può favorire molto il processo di crescita personale, nel senso di accelerare l'ingresso della consapevolezza nella nostra esistenza.
Parlando degli attaccamenti, abbiamo visto come essi costituiscono uno dei maggiori ostacoli al nostro benessere interiore. Nel momento in cui ci attacchiamo a persone o cose, nell'erronea convinzione che possano accrescere in qualche misura la nostra felicità, in quello stesso momento attecchisce in noi stessi la paura di perdere gli oggetti dei nostri attaccamenti, con la conseguenza di pregiudicare anzichè migliorare il nostro livello di benessere interiore.
Renderci esattamente conto di ciò, averne consapevolezza, è il compito che ci attende.
Non dovremo fare niente di più , non dovremo assolutamente imporci alcun comportamento volontario, non dovremo abbandonare improvvisamente ,con un atto di volontà, i nostri attaccamenti.
Dovremo semplicemente osservare i nostri stessi attaccamenti con indulgenza verso noi stessi, comprendendo che l'attuale equilibrio interiore non dev'essere assolutamente forzato.
Man mano che crescerà la consapevolezza, con l'ausilio dell'auto indulgenza, le cose e le persone a cui siamo ora attaccati si riveleranno sempre meno importanti per noi, col risultato che non soffriremo più al solo pensiero di poterle perdere.

giovedì 12 agosto 2010

NASCE LA PUBBLICAZIONE L'AUTOFELICITA'

E' stato pubblicato, da pochi giorni, un breve saggio dal titolo " L'AUTOFELICITA' ". Il sottotitolo è il seguente : " Sette passi verso il benessere " . Si tratta di una guida tascabile messa a disposizione di chi è interessato al raggiungimento di un maggiore livello di benessere. Chiunque può fare richiesta di una copia del libro rivolgendosi all'indirizzo e-mail : imprendicatore@libero.it

lunedì 21 settembre 2009

NON ESISTONO FALLIMENTI, MA SOLO RISULTATI.

   La nostra  cultura  , in genere, ci porta a pensare che una cosa non riuscita , un obiettivo non raggiunto, costituisca un " fallimento ". Spesso , poi, anche la persona che ha mancato il risultato sperato viene bollata col termine  " fallito ". Essendo piuttosto diffuso tale modo di ragionare, è normale che chi fa proprio questo linguaggio finisca per rimanerne vittima inconsapevole : nel momento in cui definisco " un fallito " chi non riesce in qualcosa nella vita, in quello stesso momento creo un ostacolo mentale alla mia stessa realizzazione personale, per il timore di poter essere etichettato allo stesso modo in caso di un mio insuccesso.

  Le persone di successo , quelle che raggiungono nella vita i traguardi che si prefiggono, raramente fanno uso del termine " fallimento " e tendono a considerare come semplici  " risultati " , comunque raggiunti, le attività mal riuscite durante il percorso. Per loro, in definitiva, non esistono fallimenti ma solo risultati  da cui ripartire per tentare di nuovo.

  E' abbastanza chiaro che chi si arrende alle prime difficoltà , o chi addirittura non intraprende un progetto solo per timore di essere bollato ( non solo dagli altri, ma anche da se stesso ) come " un fallito ", difficilmente potrà avere successo nella vita.

  Mi piace riferire un aneddoto riguardante un grande scienziato, Thomas Edison , il quale dopo ben mille tentativi falliti di inventare la lampadina, invitato a interrompere la ricerca, comunicava la sua intenzione di continuare  vantandosi di aver comunque trovato mille modi per non inventare la lampadina !

 Se Edison avesse dato retta ai suoi detrattori e avesse sospeso le sue ricerche, chissà per quanto tempo ancora l'umanità sarebbe rimasta al lume di candela !

 Dovremmo, tutti noi, fare tesoro dell'esperienza  di un uomo tenace e determinato come Thomas Edison e comportarci nella vita allo stesso modo, senza scoraggiarci di fronte agli insuccessi, avendo fiducia nelle nostre capacità e possibilità di superare le difficoltà che inevitabilmente si presentano durante il percorso.

 I risultati conseguiti, quali che siano, dovranno costituire una " rampa di lancio " da cui ripartire in direzione dei propri sogni. Il bagaglio di esperienza che ogni obiettivo mancato porta necessariemente con sè ci aiuterà a fare meglio in futuro.

 E' un pò come giocare al tiro al bersaglio : la prima volta è normale mancare completamente il bersaglio; man mano , pero, che ci si esercita e aumenta l'abilità , forti dell'esperienza acquisita, si otterranno risultati ( non fallimenti) sempre più apprezzabili, fino ad arrivare a centrare il bersaglio.

Una cosa è certa : chi non parte non arriva !

mercoledì 9 settembre 2009

I NOSTRI PENSIERI COSTRUISCONO LA NOSTRA ESISTENZA

Il " pensare " è una prerogativa esclusiva degli esseri umani. Fra tutte le creature viventi , soltanto l'uomo sembra essere capace di elaborare pensieri . E' , questa, una caratteristica così ovvia e normale che raramente ci soffermiamo a riflettere su ciò che di " miracoloso " rappresenta il pensiero e le immagini mentali che esso produce continuamente.

Non sappiamo abbastanza del potere che le immagini costruite dalla nostra mente esercitano sulla nostra vita , sul nostro carattere, sui nostri comportamenti, sulle nostre realizzazioni personali.

I nostri progetti, i nostri sogni, non sono altro che pensieri . E' facile, pertanto, intuire la forza dei pensieri : non vi è , infatti, realizzazione che non parta da un progetto o da un sogno.

Le cose , per essere realizzate, devono prima essere pensate !

Ciò che , però, spesso ci sfugge è che tale ovvia verità vale non solo per le realizzazioni esterne, ma anche con riferimento al processo di crescita e di miglioramento personale.
Ciascuno di noi è assolutamente in grado di superare i propri limiti e di migliorare il proprio carattere e la propria emotività usando la forza delle immagini interiori, della c.d. visualizzazione.

E' fondamentale, in tale ottica, costruirsi delle immagini motivanti , pensare a come si vorrebbe essere , costruire un proprio modello di persona nella convinzione che prima o poi arriveranno i risultati.

La convinzione, il " credere " fermamente nel potere che esercitano i nostri pensieri sulla nostra esistenza , è un presupposto indispensabile del processo di crescita.

La scarsa convinzione a riguardo rende vano ogni tentativo e si traduce in una forma di " autosabotaggio "

Dovremo, allora, impegnarci nella ricerca di riferimenti ( esperienze personali, testimonianze, osservazioni , ecc ) che possano suffragare una siffatta convinzione, così da rafforzarla e trasformarla in verità assoluta ai nostri occhi.

Ci accorgeremo ben presto , così facendo, dei poteri immensi che risiedono nella nostra mente e che attendono soltanto di essere liberati dal peso dei nostri pregiudizi e delle nostre convinzioni limitanti.

sabato 22 agosto 2009

LA PAURA DEL CAMBIAMENTO

Se ci chiedessero di scegliere tra felicità ed infelicità penso che la risposta sarebbe ovvia.

Eppure, nella pratica, si percorre , spesso inconsapevolmente, la via della infelicità.

In genere si ha paura del cambiamento , si preferisce mantenere l'equilibrio psichico raggiunto, evitando di mettersi in discussione, di scavare dentro se stessi .

Il timore, in altri termini, è di fare un salto nel buio , di abbandonare le proprie certezze per qualcosa di incerto .

Serve, allora, una certa dose di coraggio per superare la paura del cambiamento, per osservare con obbiettività i propri sentimenti e stati d'animo, così da aprirsi alla CONSAPEVOLEZZA anzichè chiudersi nella negazione, come spesso avviene.

Effettivamente non è facile scoprirsi invidiosi piuttosto che avidi o malvagi , non è affatto facile riconoscere i lati " oscuri " del proprio carattere : agiscono in noi dei meccanismi naturali di difesa che ci impediscono di guardarci dentro , in profondità. E' sicuramente più comodo negare i nostri limiti e i nostri difetti, anzichè accettarli con serenità , come invece dovremmo fare.

Ciò che occorre fare, per superare la paralisi indotta dalla paura del cambiamento , è rendersi conto che la nostra vera natura non è quella di persone invidiose, avide o malvage, ma che sono piuttosto le circostanze della vita a renderci, a volte, tali.

L'invidia va e viene, non fa parte di noi stessi : noi siamo semplicemente portatori di certi sentimenti negativi , che minacciano il nostro benessere interiore, così come una malattia minaccia la nostra salute fisica.

Dovremo trovare la forza di guardare in faccia i nostri sentimenti negativi, nel momento in cui insorgono in noi, senza rimuoverli , ma semplicemente osservandoli con occhio compassionevole.
L'autocompassione sarà l'arma vincente , un atteggiamento amorevole e comprensivo verso noi stessi, nella CONSAPEVOLEZZA che certi sentimenti negativi non valgono assolutamente a definire il nostro essere, ma sono piuttosto degli " ospiti " che albergano provvisoriamente dentro di noi e che ci offrono l'opportunità di conoscerci meglio e di migliorare il nostro livello di felicità.

martedì 18 agosto 2009

LE NOSTRE PAURE

" Non si può combattere un nemico che non si conosce ".

Ciò che impedisce all'amore che è in noi di affiorare in superficie e di manifestarsi sono , a mio avviso, le nostre paure , frutto principalmente dei nostri attaccamenti.

Ci attacchiamo a cose e/o persone nella convinzione che esse possano, in qualche misura, contribuire alla nostra felicità, senza renderci conto, però, che ogni attaccamento genera una particolare paura, quella di perdere la cosa o la persona alla quale riconosciamo questo potere.

Tale atteggiamento, così diffuso sopratutto nel mondo occidentale, tra origine da una tendenza naturale alla ricerca esterna della felicità.

E' importante " smontare " questo modo di pensare e convincersi , al contrario, che non esiste
niente al mondo , all'infuori di noi stessi, che possa renderci felici. La felicità non sta fuori di noi,
essa alberga all'interno di noi stessi ed attende, soltanto, di essere portata alla luce.

SIAMO SEMPRE E SOLO NOI STESSI A FARE DELLA NOSTRA VITA UN INFERNO O UN PARADISO.

Ciò che, in fondo, chiediamo alla vita sono solo sensazioni ( di sicurezza, di potere , di prestigio, ecc. ) e ci illudiamo di poterci garantire tali sensazioni attingendo a cose e/o persone. Il guaio è che , per quanto ci sforziamo, non riusciremo mai ad avere il controllo pieno delle cose e delle persone alle quali ci attacchiamo , che sono sempre suscettibili di perdita, indipendentemente dalla nostra volontà.

La paura, allora, è dietro l'angolo e si manifesta ogni qual volta l'oggetto dei nostri attaccamenti viene in qualche modo minacciato. Si vive, quindi, costantemente nel timore della perdita e ciò , certamente, non può costituire un bene per la nostra serenità interiore.

Cosa fare, allora ?

Innanzi tutto , convincersi bene di ciò che abbiamo detto osservando se stessi ogni qual volta la paura ci assale e individuando prontamente l'attaccamento specifico che sta alla base della paura stessa.

E poi attendere semplicemente che sia il tempo, unito alla CONSAPEVOLEZZA , a demolire
progressivamente ogni paura e ogni attaccamento.

Nel prossimo intervento scopriremo cos'è che ci impedisce , spesso, di iniziare un percorso di crescita interiore nel senso qui propugnato.

sabato 15 agosto 2009

Parliamo di .........AUTOFELICITA'

Cosa intendo dire quando parlo di " autofelicità " ?

Semplicemente che tutti noi abbiamo la capacità di guidare la nostra mente verso una condizione di serenità interiore in forma costante. Si tratta, soltanto, di usare la CONSAPEVOLEZZA , questa prerogativa degli esseri umani che ci consente di raggiungere traguardi impensabili , trasformando anche radicalmente il nostro modo di percepire la realtà che ci circonda.

Il raggiungimento di un elevato livello di serenità interiore passa, a mio avviso, proprio attraverso la presa di CONSAPEVOLEZZA delle cause che ci impediscono di vivere felicemente la nostra esistenza.

Si tratta, allora, di compiere un'indagine approfondita di tali cause: di individuare, in altri termini, gli ostacoli che ci impediscono di raggiungere un così ambito traguardo.

Una volta individuati tali ostacoli troveremo il modo, a colpi di CONSAPEVOLEZZA , di demolirli uno dopo l'altro, così da consentire all'amore che è in noi di affiorare in superficie e di diffondersi tutt'intorno, facendoci percepire altre realtà ora sconosciute .

Il primo passo da compiere è prendere CONSAPEVOLEZZA che sono le nostre paure , frutto dei nostri attaccamenti, a impedirci di vivere felicemente.

Una volta compiuto questo primo decisivo passo, sarà molto più facile continuare il percorso di crescita interiore al quale ho dato il nome di " autofelicità ".

Nel prossimo intervento parleremo , quindi, delle nostre paure e, più specificamente, dei tanti sentimenti negativi che turbano la nostra serenità interiore.